Bumblebee e il puzzle linguistico

Non mi chiedete il perché o il per come, ma stamattina mi è venuta in mente questa: l’avete visto Transformers, il film? Ecco, avete presente Bumblebee, la Camaro gialla che parla tramite l’autoradio? Prende spezzoni di trasmissioni radio inerenti a quello che vuole comunicare e li riusa, “ritagliandoli”, per esprimersi.

Ora, ce l’avete presente Homer, il bimbo iraniano studiato da Judy Warner-Gough alla base dell’ipotesi interazionista di Long? Quello di “Where are you going is home”? (Se non ce l’avete presente, pag. 63 del pdf, o 49 del testo) Ecco, praticamente Bumblebee fa la stessa cosa: utilizza spezzoni di lingua a sua disposizione e li rielabora per comunicare, come, per l’appunto, un apprendente di lingua in contesto L2.

Bumblebee può permettersi di comunicare in tal modo perché ha a disposizione un database molto vasto a cui fare riferimento, prendendo ciò che gli fa comodo e adattandolo alle proprie necessità comunicative. Credo che in un futuro non troppo lontano l’apprendimento linguistico prenderà strade simili. Se ognuno di noi potesse infatti creare un proprio database di parole e espressioni non dovendoci basare soltanto sulla nostra memoria umana ma potendola espandere tramite supporti esterni (per l’appunto, un database), il processo di acquisizione linguistica ne uscirebbe supportato. Saremmo sempre noi a creare il database, come ora quando impariamo parole ed espressioni. La grammatica, cioè le “regole” in base a come poter remixare gli spezzoni ce li metteremmo sempre noi. Semplicemente avremmo a disposizione un supporto alla memoria, facilitandoci il compito. In base al contesto, di cui rimarremmo comunque gli ultimi analizzatori, saremmo in grado di richiamare i frammenti di lingua di cui abbiamo bisogno e quindi utilizzarli. Di qualunque lingua.

Da Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Bumblebee_%28Transformers%29

“Due to a battle injury, he is rendered effectively mute, and communicates through use of selected playback of radio and television signals. Though his original voice is restored at the end of the first Transformers film, he communicates solely through his radio in Revenge of the Fallen and alternates between his voice and his radio in Dark of the Moon. ”

e di nuovo

“Bumblebee is voiced by Mark Ryan in the films, but he mostly speaks with his radio, having had his voice processor damaged (though his actual voice squeaks and whines laboriously through much of the movie). He also speaks with quotes from television shows and movies, in a way similar to Wreck-Gar from the 1986 film and season three of the G1 cartoon series.”

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One Comment on “Bumblebee e il puzzle linguistico”

  1. gobywan ha detto:

    Reblogged this on Lingua 2.0 and commented:

    Ecco un esempio concreto di quello che intendo quando affermo che secondo me la lingua va vista come un tool 2.0 (e ciò è valido sempre, ma diventa particolarmente evidente quando la analizza mentre viene appresa in un contesto L2).
    Qualcuno potrà rimanere stupito, in quanto l’approccio è radicalmente diverso da quello tradizionale; le basi teoriche, tuttavia, ci sono e sono solide, per cui se l’idea vi incuriosisce e stimola sappiate che è di questo genere di cose che si discuterà (spero con il vostro contributo) su queste pagine.


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